La Marchesa de Seta

image

Presso la fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo in provincia di Parma è in corso una mostra dal titolo : Severini” L’emozione e la regola”.
image
Una mostra che vuole far conoscere l’intera attività del grande pittore di Cortona,  ( 1883-1966) figura di spicco del futurismo e allievo di Giacomo Balla, attraverso un percorso tematico di cento opere, alcune delle quali inedite, che spaziano dal Ritratto/Maschera, alla Danza, dalla Grande decorazione alla Natura morta e il Paesaggio.

Tra queste è esposto un celebre ritratto del 1937 della Marchesa de Seta, ritrovato dopo decenni di oblio.
image
Sono stata particolarmente attratta da questo dipinto, olio su tela, che ritrae la Marchesa, bellissima e affascinante, con uno sguardo fermo e un braccio appoggiato al fianco: atteggiamenti che inequivocabilmente rivelano una forte personalità.
In basso a sinistra del quadro ci sono due simboli mai svelati, un colombo e un pentacolo, forse di origine alchemica.

La tentazione di saperne di più mi ha spinta a cercare notizie su questa donna e le sorprese non sono mancate.
image
Maria Elia de Seta Pignatelli, meglio conosciuta come la Marchesa de Seta, ha lasciato una traccia indelebile tanto nelle vicende storiche che in quelle culturali e la sua vita, un capolavoro futurista, può benissimo essere considerata la concretizzazione della massima fascista ” vivere pericolosamente”.
Figlia di Giovanni Emanuele Elia, un ammiraglio che aveva inventato armi subacquee, nacque a Firenze nel 1894. Sposò in prime nozze il Marchese Giuseppe de Seta e in seconde nozze il Principe Valerio Pignatelli di Cerchiara.
A causa delle tensioni del biennio rosso ( 1919/20), dovette scappare dalla Toscana e rifugiarsi in Calabria: ” con un bimbo malato in braccio arrivata a Roma mi venne in aiuto padre Semeria(…) vai nella Sila, mi disse. Che cos’é la Sila? Dov’è” “È in Calabria, ci vai anche da Catanzaro…” (“Introduzione alla Calabria” Editrice Casa del Libro di Cosenza 1966).
E qui, in questa terra iniziò una nuova vita che la vide grande promotrice culturale e importante esponente dell’élite del Mezzogiorno d’Italia.

Molto sensibile alle problematiche lavorative, diresse nel ’23 la scuola di avviamento al lavoro di Catanzaro.
Nei suoi palazzi di Palermo, Roma e nella sua villa di Bituro in Sila animò salotti culturali ai quali partecipavano uomini di grande spessore e cultura.
Non solo, accompagnò gli archeologi di fama nazionale, Paolo Orsi e Umberto Zanotti Bianchi in numerose campagne di scavo archeologico e fu nominata ispettore onorario delle antichità della Calabria.
image
Fu amica di Benito Mussolini, ma anche di Tommaso Marinetti , Massimo Bontempelli e di Gabriele d’ Annunzio, che le dedicò i versi ” Madonna Silana.
Partecipò attivamente alla Seconda guerra mondiale, soprattutto dopo l’8 settembre del ’43 ,quando rocambolescamente superò la Lina Gustav, nei pressi di Cassino, per incontrare Mussolini.

Dopo la guerra, nel ’46 fondò il M.I.F,( movimento italiano femminile) associazione che si prefiggeva di promuovere l’immagine della donna in Italia e fu la prima a proporre per le casalinghe il diritto alla retribuzione.

Molto sensibile al patrimonio culturale ed artistico della Calabria, creò gruppi di lavoro per salvaguardarne l’integrità.
image
Poco prima della sua tragica scomparsa, avvenuta il 10 marzo dl1966 a causa di un incidente stradale, donò alla Biblioteca provinciale di Catanzaro il suo fondo librario costituito da oltre 1500 libri .

Indubbiamente una donna non comune, che, tuttavia, pochi conoscono.
L’opportunità ci è stata offerta da questa splendida mostra nella Villa Magnani Rocca detta anche “Villa dei capolavori” che, oltre ad essere un posto stupendo all’interno di un parco abitato da incantevoli pavoni,
image
ospita anche un’ interessante collezione permanente di splendide opere d’arte! Sicuramente per chi ama il bello nelle sue varie espressioni, questa, indubbiamente, è un’occasione da non perdere !

P.D’A.
image

Precedente Teatro scientifico Bibiena di Mantova Successivo David Garrett "viva la Vida"